Lidl-Trek, Mads Pedersen crede ancora nella vittoria “monumentale”: “Non rimpiango di vivere nell’era-Pogačar, quando lo batterò sarà ancora più bello”

Mads Pedersen rimane uno dei corridori più produttivi degli ultimi anni. Il danese, che oggi ha 30 anni e che conta 60 vittorie nella sua carriera da professionista, è uno dei protagonisti della scena, sia durante il periodo delle Classiche sia quando decide, insieme alla squadra, di mettere in programma la partecipazione alle grandi corse a tappe. Al portacolori della Lidl-Trek, però, non va proprio giù il fatto di non essere ancora riuscito a conquistare una Monumento, con un occhio particolare su quella Parigi-Roubaix che per Pedersen rappresenta davvero il sogno di una carriera.

“Non mi spremo fisicamente e mentalmente da anni per fare il quinto posto a un Giro delle Fiandre – le parole di Pedersen durante il suo intervento all’interno della produzione The Sigma Sports Cafe Ride – Io voglio vincere le Classiche Monumento. La Roubaix? Ho già vinto la prova giovanile nel 2013 e mi piacerebbe molto mettere il trofeo ‘grosso’ di fianco a quello più piccolo, che ho già a casa. Continuerò a lottare e a sognare quella vittoria fino al giorno in cui mi ritirerò“.

Sulla strada, pietrosa, del danese c’è però un gruppetto di corridori fenomenali, tanto che batterli sembra impossibile. C’è Mathieu van der Poel, c’è quel Wout van Aert che proprio qualche mese fa la Roubaix l’ha vinta e poi c’è quel Tadej Pogačar che può vincere praticamente sempre e comunque. “All’ultima Roubaix io facevo, nei tratti di pavé, 750 watt. E Tadej era lì. Io pensavo: non è possibile. Ma lui è su un livello differente, una lega a parte. Le persone mi chiedono se mi dà fastidio il fatto di essere nello stesso periodo storico di Pogačar, ma io rispondo sempre di no. Anzi, il giorno in cui riuscirò a batterlo, sarà tutto ancora più bello“.

Durante la passata primavera, Pedersen si infortunò a un polso e una clavicola, ma fece l’impossibile per non perdersi la stagione delle Classiche, velocizzando notevolmente il processo di recupero: “E oggi il mio polso non è ancora come dovrebbe essere – le sue parole – Siamo andati ben oltre i limiti e quello ovviamente ha reso la guarigione più lenta. Ma abbiamo deciso di prenderci questo rischio, per le Classiche. A dicembre faccio 31 anni, non avrò altre cinque stagioni per vincere una Monumento e non potevo perdermi questa. Dovevo provarci“.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pulsante per tornare all'inizio
Chiudi

Adblock rilevato

Ciao!   Per favore, potresti disattivare il tuo adblocker su SpazioCiclismo? :)   Sappiamo che la pubblicità invasiva è fastidiosa e lavoriamo sempre per cercare di limitarne l'utilizzo. Recentemente abbiamo apportato importanti modifiche proprio in questo senso, cambiando partner per ottimizzare la necessaria raccolta pubblicitaria, che permette al nostro sito di andare avanti da oltre dieci anni, e bilanciarla con la giusta fruibilità del sito.   Altrimenti, puoi abbonarti alla nostra versione AdFree. Il primo mese è gratis, clicca qui per provarla!